IL PRESTIGIOSISSIMO “FLOWER PRIZE 2011″ VA A URS FISCHER
- dicembre 5th, 2011
- Posted in flower prize
- By Luca Fiore
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Il vincitore del “Flower Prize 2011″ è Urs Fischer con l’opera “Untitled”.
Motivazione della giuria:
«Exegi monumentum aere perennius». Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo (Orazio). Urs Fischer qui fa l’esatto contrario : realizza un monumento destinato a scomparire e non lasciare traccia. A sciogliersi non è solo l’arte del Giambologna, ma con lei si dissolve anche lo spettatore. Forse è l’attestazione di una resa, la pretesa che l’arte non sia più in grado di gettare un ponte al di là della morte e, forse, neppure oltre l’istante. La tirannia del tempo sembra avere la meglio e l’arte, così come l’uomo, si liquefà tornando allo stato di massa informe. «Cenere eri e cenere ritornerai». Un memento mori per l’uomo e per l’artista. Se neanche l’arte dura, che cosa dura veramente? Urs Fischer ci lascia con l’inquietudine di chi sa che i conti non tornano. Eppure davanti a quella colata a noi rimane come una certezza : quell’immagine si fisserà dentro di noi in modo indelebile. Per sempre.
Qui trovate la lista dei finalisti e i criteri di selezione delle opere.
Venerdì 16 dicembre alle 16.00 al Bar Genzana di Via San Gottardo a Lugano ci sarà la consegna del premio (un assegno di 13,5 Franchi svizzeri).


Una cosa che prima della morte di mia madre non accettavo, e che adesso mi sembra giustissima, il minimo di giustizia, e che anche le grandi opere d’arte devono finire. Facciamo benissimo a tentare di salvarle: bisogna amarle, bisogna amare la storia… Ma se, tra la Cappella Sistina che rischia di cadere e un bambino che rischia di morire, uno sceglie di salvare la Cappella Sistina, non capisce cos’è la Cappella Sistina…
Arriverà il giorno in cui tutto, anche le cose più grandi, come Michelangelo, come la Cappella Sistina, non esisteranno più. Non si leggerà più Shakespeare, perché non ci sarà più bisogno di leggerlo e finalmente Michelangelo e sua mamma, Shakespeare e sua sorella, saranno la stessa cosa in una pace e in una luce in cui quello che varrà è la fatica, la tensione, l’amore, la capacità di penetrare dentro la storia dell’uomo, di capirlo, amarlo e rappresentarlo.
Giovanni Testori
approvo !!