Il vincitore del “Flower Prize 2011″ è Urs Fischer con l’opera “Untitled”.
Motivazione della giuria:

«Exegi monumentum aere perennius». Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo (Orazio). Urs Fischer qui fa l’esatto contrario : realizza un monumento destinato a scomparire e non lasciare traccia. A sciogliersi non è solo l’arte del Giambologna, ma con lei si dissolve anche lo spettatore. Forse è l’attestazione di una resa, la pretesa che l’arte non sia più in grado di gettare un ponte al di là della morte e, forse, neppure oltre l’istante. La tirannia del tempo sembra avere la meglio e l’arte, così come l’uomo, si liquefà tornando allo stato di massa informe. «Cenere eri e cenere ritornerai». Un memento mori per l’uomo e per l’artista. Se neanche l’arte dura, che cosa dura veramente? Urs Fischer ci lascia con l’inquietudine di chi sa che i conti non tornano. Eppure davanti a quella colata a noi rimane come una certezza : quell’immagine si fisserà dentro di noi in modo indelebile. Per sempre.

 Qui trovate la lista dei finalisti e i criteri di selezione delle opere.

Venerdì 16 dicembre alle 16.00 al Bar Genzana di Via San Gottardo a Lugano ci sarà la consegna del premio (un assegno di 13,5 Franchi svizzeri).

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