<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>NO NAME</title>
	<atom:link href="http://noname.associazionetestori.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://noname.associazionetestori.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 06:12:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>ASSERRAGLIATI NELLE CASEMATTE DI ANGELO BARONE</title>
		<link>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/asserragliati-nelle-casematte-di-angelo-barone.html</link>
		<comments>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/asserragliati-nelle-casematte-di-angelo-barone.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 21:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[studiovisit]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Barone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://noname.associazionetestori.it/?p=3039</guid>
		<description><![CDATA[Sono stato nello studio di Angelo Barone in via Bianconi a Milano. Lui è un signore distinto, colto, riflessivo. Mi racconta che si è letto tutte le 880 pagine della biografia di Willem de Kooning pubblicata qualche anno fa da Johan&#38;Levi. Dice che l&#8217;ha colpito che negli ultimi anni il grande pittore, ormai malato di alzheimer, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato nello studio di Angelo Barone in via Bianconi a Milano. Lui è un signore distinto, colto, riflessivo. Mi racconta che si è letto tutte le 880 pagine della <a href="http://www.johanandlevi.com/Prodotti-it.htm?prodotto=31">biografia di Willem de Kooning</a> pubblicata qualche anno fa da Johan&amp;Levi. Dice che l&#8217;ha colpito che negli ultimi anni il grande pittore, ormai malato di alzheimer, avesse perso il rapporto con la realtà ma non l&#8217;attaccamento alla pittura. Ogni mattina si alzava e dipingeva. &#8220;Aveva tradito tutte le persone che amava &#8211; dice Barone &#8211; ma non ha mai tradito lei, la pittura&#8221;.</p>
<p><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0397.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3040" title="IMG_0397" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0397.jpg" alt="" width="550" height="413" /></a>La cosa che colpisce di Angelo Barone è la serietà intellettuale con cui si accosta al suo lavoro. Forse è proprio una fedeltà a una vocazione. La fedeltà al suo essere artista, che gli permette  - da scultore &#8211; di flirtare con l&#8217;architettura e tradire la scultura realizzando bellissimi quadri e fotografie. Mi è piaciuta la libertà con cui sperimenta generi diversi per approfondire quelle che sono le sue profonde preoccupazioni. Che sono preoccupazioni che hanno a che fare con la conoscenza del mondo che ci circonda. E del modo in cui esso, in modo misterioso, prende forma e si presenta a noi.</p>
<p>Uno degli ultimi temi, ad esempio, è quello delle architetture naturali. Sistemi che si &#8220;autogenerano&#8221; in spazi architettonici come quelli, ad esempio, che si formano da assembramenti di lumache sui rami delle piante. O i sistemi complessi delle baracche di una favela brasiliana. Le opere sono realizzate stampando su tela delle fotografie, a volte realizzate dall&#8217;artista a volte no, e coprendole con un tessuto polverizzato monocolore. L&#8217;immagine ci appare dunque offuscata dietro questa sorta di sottilissimo tappeto. Sono immagini molto eleganti. Poetiche. Di una bellezza non decorativa. <a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0395.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3042" title="IMG_0395" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0395.jpg" alt="" width="550" height="413" /></a><br />
<a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0407.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3041" title="IMG_0407" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0407.jpg" alt="" width="550" height="413" /></a><br />
Questa membrana di tessuto-colore va a formare una cataratta che si frappone tra noi e l&#8217;oggetto impedendoci di avere una visione limpida. Questo è un tema ricorrente nell&#8217;opera di Barone. La difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti. Le cose. Un&#8217;impossibilità ad afferrarli e a conoscerli. La nostalgia per l&#8217;immagine definita. Una chiarezza, che forse non abbiamo mai posseduto, ma sentiamo comunque come andata perduta.</p>
<p>L&#8217;ultimo lavoro, recentemente esposto nella galleria <a href="http://ch-artspace.com/">C&amp;H art space</a> di Amsterdam e al MIA, si intitola &#8220;Casematte&#8221;. Secondo Barone le &#8220;casematte&#8221; o &#8220;bunker&#8221; sono l&#8217;archetipo dell&#8217;architettura, nel senso che sono &#8220;l&#8217;applicazione sintetica delle regole architettoniche più alte&#8221;. L&#8217;artista ha ripercorso l&#8217;itinerario che Paul Virilio, filosofo, scrittore e urbanista francese, fece negli anni cinquanta lungo le coste dell&#8217;Europa del Nord per visitare queste bizzarre opere di architettura militare. Qui il viaggio, però, è fatto virtualmente attraverso le immagini reperibili su internet e che, Barone, ha rifotografato con la sua Leica M8 (digitale) così come appaiono sullo schermo di un computer, senza cioè bisogno di nessun tipo di elaborazione. Il risultato è straniante. Il fascino delle architetture viene esaltato da questo senso di indefinitezza. E il molteplice passaggio da media diversi (la fotografia, il computer e ancora la fotografia) crea degli effetti di colore di grande raffinatezza. Per capire lo scarto di queste immagini ve ne propongo una accanto all&#8217;originale trovata su internet.</p>
<p><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/small_P1050513-564x437.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3054" title="small_P1050513-564x437" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/small_P1050513-564x437.jpg" alt="" width="550" height="426" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/jszc20100121-49.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3053" title="jszc20100121-49" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/jszc20100121-49.jpg" alt="" width="550" height="366" /></a></p>
<p>Grazie a Giovanni Frangi per le foto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/asserragliati-nelle-casematte-di-angelo-barone.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>UN&#8217;APPARIZIONE. PASOLINI E CATTELAN</title>
		<link>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/unapparizione-pasolini-e-cattelan.html</link>
		<comments>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/unapparizione-pasolini-e-cattelan.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[corrispondenze dal desk]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Betti]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Cattelan]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[Teorema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://noname.associazionetestori.it/?p=3028</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3029" class="wp-caption aligncenter" style="width: 563px"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG-20110629-00650.jpg"><img class="size-large wp-image-3029" title="Pier Paolo Pasolini, Teorema (film still), 1968" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG-20110629-00650-1024x768.jpg" alt="Pier Paolo Pasolini, Teorema (film still), 1968" width="553" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">Pier Paolo Pasolini, Teorema (film still), 1968</p></div>
<div id="attachment_3031" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/cattelan.jpg"><img class="size-full wp-image-3031" title="Maurizio Cattelan, Frau C., 2007" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/cattelan.jpg" alt="Maurizio Cattelan, Frau C., 2007" width="550" height="368" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Cattelan, Frau C., 2007</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/unapparizione-pasolini-e-cattelan.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MADAME FISSCHER, UNA MOSTRA BEN PETTINATA</title>
		<link>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/madam-fisscher-una-mostra-ben-pettinata.html</link>
		<comments>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/madam-fisscher-una-mostra-ben-pettinata.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 15:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[a zonzo]]></category>
		<category><![CDATA[François Pinault]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Grassi]]></category>
		<category><![CDATA[The Grass Munchers]]></category>
		<category><![CDATA[Urs Fischer]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://noname.associazionetestori.it/?p=3016</guid>
		<description><![CDATA[NO NAME non poteva esimersi dal rendere omaggio al Flower Prize 2011 Urs Fischer e fare un salto a Palazzo Grassi per vedere la sua Madam Fisscher. La mostra è pulita, educata, a tratti rassicurante. Una macchina rodata e ben oliata in cui la forza delle opere dell&#8217;artista viene normalizzata. Il potenziale di provocazione non ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/126812.preview-copia.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3018" title="Urs Fischer, mostra palazzo grassi, venezia 2012" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/126812.preview-copia.jpeg" alt="Urs Fischer, mostra palazzo grassi, venezia 2012" width="560" height="420" /></a>NO NAME non poteva esimersi dal rendere omaggio al <a href="http://noname.associazionetestori.it/2011/12/il-prestigiosissimo-flower-prize-2011-va-a-urs-fischer.html">Flower Prize 2011 </a>Urs Fischer e fare un salto a Palazzo Grassi per vedere la sua <em>Madam Fisscher</em>. La mostra è pulita, educata, a tratti rassicurante. Una macchina rodata e ben oliata in cui la forza delle opere dell&#8217;artista viene normalizzata. Il potenziale di provocazione non riesce a deflagrare. Tutto sembra ormai così ordinario. Una bella differenza rispetto al colpo che dà invece l&#8217;opera <em>Hole</em> del 2007 e che in mostra di Venezia (per ovvi motivi?) non c&#8217;era. La modella nuda, presente per tutto il tempo della mostra, è una soluzione un po&#8217; troppo comoda. Mi sarebbe piaciuto un bel buco nel palazzo ristrutturato da Tadao Ando. Monsieur Pinault se lo poteva permettere e, forse, avremmo visto non solo l&#8217;abisso senza fondo del suo salvadanaio, ma  anche quello presente dentro di noi.</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/77189.preview.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3019" title="Urs Fischer, Hole, 2007" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/77189.preview-213x300.jpg" alt="Urs Fischer, Hole, 2007" width="213" height="300" /></a></td>
<td><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/77188.preview.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3020" title="Urs Fischer, Hole, 2007" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/77188.preview-213x300.jpg" alt="Urs Fischer, Hole, 2007" width="213" height="300" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Eppure Urs Fischer resta un grande artista. E si vede anche questa volta. Lo si vede in un paio di punti in modo inequivocabile. Ma in punti un po&#8217; nascosti, in opere secondarie. La più bella e struggente è questa qui sotto: <em>The Grass Munchers</em>, 2007. Una <em>deposizione.</em> I corpi scompaiono, resta solo l&#8217;atto. La presa. Un paio di braccia esanimi sostenute da tre mani di tre persone diverse. Un fragmento di scena che evoca quel momento sacro in cui qualcuno è chiamato a sostenere il corpo di qualcun altro. Un gesto corale, silenzioso. Commosso. Urs Fischer tocca con quest&#8217;opera il punto su cui poggia tutta la grande arte. Forse ancor di più che nell&#8217;opera esposta alla Biennale a cui, non ce ne siamo ancora pentiti, abbiamo assegnato il prestigiosissimo Flower Prize 2o11.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/fischer2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3017" title="Urs Fischer, The Grass Munchers, 2007" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/fischer2.jpg" alt="Urs Fischer, The Grass Munchers, 2007" width="540" height="384" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/madam-fisscher-una-mostra-ben-pettinata.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>WILLIAM CONGDON A VENEZIA. UN QUADRO SCONOSCIUTO</title>
		<link>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/william-congdon-a-venezia-un-quadro-sconosciuto.html</link>
		<comments>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/william-congdon-a-venezia-un-quadro-sconosciuto.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 20:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[a zonzo]]></category>
		<category><![CDATA[William Congdon]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://noname.associazionetestori.it/?p=3004</guid>
		<description><![CDATA[Ho visto la mostra &#8220;William Congdon a Venezia. Uno sguardo americano&#8221; a Ca&#8217; Foscari a Venezia. È la prima mostra che la città dedica al pittore americano che la fece oggetto di una lunga serie di bellissime opere. Ne ho scritto qui. La mostra è interessante anche se non priva di difetti. Certamente andava fatta, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3008" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/PeggyCongdon.jpg"><img class="size-full wp-image-3008" title="Peggy Guggenheim sul Canal Grande con un quadro di William Congdon nel 1957" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/PeggyCongdon.jpg" alt="Peggy Guggenheim sul Canal Grande con un quadro di William Congdon nel 1957" width="550" height="550" /></a><p class="wp-caption-text">Venezia, settembre 1957: Peggy Guggenheim sulla gondola sul Canal Grande con &quot;Venice, I Lagoon&quot; di William Congdon. Archivi Collezione Guggenheim. Foto di Lucio Berzioli. </p></div>
<p>Ho visto la mostra &#8220;William Congdon a Venezia. Uno sguardo americano&#8221; a Ca&#8217; Foscari a Venezia. È la prima mostra che la città dedica al pittore americano che la fece oggetto di una lunga serie di bellissime opere. <a href="http://tracce.it/?id=329&amp;id_n=28307">Ne ho scritto qui</a>. La mostra è interessante anche se non priva di difetti. Certamente andava fatta, come chiedevamo qualche mese fa <a href="http://noname.associazionetestori.it/2012/01/william-congdon-pittore-iperrealista.html">qui</a>.</p>
<p>I pregi di questa mostra sono almeno due, secondo me. Il primo è la scelta di concentrarsi solo sul periodo veneziano e sulle opere che raffigurano la Serenissima. Questo permette di porre attenzione a un periodo importante sia per Congdon sia per Venezia. In particolare trovo interessante il saggio in catalogo di Elena Scantamburlo &#8220;William Congdon alla BIîennale (1952-1958)&#8221; che ricostruisce il rapporto tra il pittore americano e la manifestazione (portò un&#8217;opera per edizione di soggetto romano) e cerca di sciogliere un piccolo giallo. È il giallo della mostra fantasma di Congdon da Peggy Guggenheim. Il pittore, infatti, riferisce nei suoi taccuini di uno &#8220;show&#8221; a casa della collezionista del quale, però, sembrano non esserci riscontri storici. La conclusione della Scantaburlo è che con buona probabilità di trattò di un&#8217;esposizione privata non aperta al pubblico ma destinata agli amici di Peggy.</p>
<p>L&#8217;altro pregio è che, probabilmente per la mancanza delle grandi opere provenienti dai musei americani, i curatori si sono dovuti rimboccare le maniche per reperire opere dalle collezioni private di cui si sa molto poco. Il risultato è che in mostra ci sono tre opere inedite, di cui una è una scoperta. È quella qui sotto: è un dipinto ad olio su cartoncino non datato e non firmato. Ad un primo momento non sembra un pezzo di grande valore, ma a guardarlo meglio, si nota quel bellissimo cielo che ci proietta nel mondo fatto di spatolate dell&#8217;ultimo Congdon.</p>
<div id="attachment_3005" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/congdon.jpg"><img class="size-full wp-image-3005  " title="William Congdon, Senza Titolo (Piazza San Marco), 1948 (?)" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/05/congdon.jpg" alt="William Congdon, Senza Titolo (Piazza San Marco), 1948 (?)" width="540" height="367" /></a><p class="wp-caption-text">William Congdon, Senza Titolo (Piazza San Marco), 1948 (?), olio su cartoncino, 36x48, collezione Massimo Falomo</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://noname.associazionetestori.it/2012/05/william-congdon-a-venezia-un-quadro-sconosciuto.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TUTTI GLI SQUALI DEL SIGNOR DAMIEN HIRST (UN CENSIMENTO)</title>
		<link>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/tutti-gli-squali-del-signor-damien-hirst.html</link>
		<comments>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/tutti-gli-squali-del-signor-damien-hirst.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 21:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[corrispondenze dal desk]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Saatchi]]></category>
		<category><![CDATA[Damien Hirst]]></category>
		<category><![CDATA[Death Denied]]></category>
		<category><![CDATA[Death Explained]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Thompson]]></category>
		<category><![CDATA[Fear of Flying]]></category>
		<category><![CDATA[Larry Gagosian]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Cohen]]></category>
		<category><![CDATA[Tate Modern]]></category>
		<category><![CDATA[The Immortal]]></category>
		<category><![CDATA[The Kingdom]]></category>
		<category><![CDATA[The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living]]></category>
		<category><![CDATA[The Wrath of God]]></category>
		<category><![CDATA[Vic Hislop]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://noname.associazionetestori.it/?p=2973</guid>
		<description><![CDATA[Sono stato alla mostra di Damien Hirst alla Tate Modern di Londra. È una mostra all&#8217;altezza sia della Tate sia di Hirst. Se potete, non perdetevela. L&#8217;opera più bella è anche la più famosa: The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living (d&#8217;ora in poi per brevità TPIODITMOSL). Di quest&#8217;opera Hirst ha parlato molte ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2982" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/DHS76_771_0.jpg"><img class="size-full wp-image-2982" title="Damien Hirst, The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living, 1991" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/DHS76_771_0.jpg" alt="Damien Hirst, The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living, 1991" width="550" height="381" /></a><p class="wp-caption-text">Damien Hirst, The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living, 1991</p></div>
<p>Sono stato alla mostra di <strong>Damien Hirst</strong> alla <strong>Tate Modern</strong> di Londra. È una mostra all&#8217;altezza sia della Tate sia di Hirst. Se potete, non perdetevela. L&#8217;opera più bella è anche la più famosa: <strong><em>The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living </em></strong>(d&#8217;ora in poi per brevità <em>TPIODITMOSL</em>).</p>
<p>Di quest&#8217;opera Hirst ha parlato molte volte (<a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/video/2012/apr/16/damien-hirst-tate-modern-exhibition-tour-video">l&#8217;ultima qui</a>), ma una volta ha  spiegato: <strong>&#8220;Mi piace l&#8217;idea di qualcosa che descrive una sensazione. Uno squalo fa paura, è più grande di te, si muove in un ambiente a te sconosciuto. Sembra vivo quando è morto e morto quando è vivo&#8221;</strong>.</p>
<p>Nella mostra di Londra, però, gli squali esposti sono due. Il primo è, appunto, <em>TPIODITMOSL</em>. L&#8217;altro, più piccolo e in una teca nera, si intitola <strong><em>The Kingdom</em></strong>.</p>
<p>Per molti <em>TPIODITMOSL </em>è diventato il simbolo della follia dell&#8217;arte contemporanea, tanto che nel 2008 l&#8217;economista <strong>Donald Thompson</strong> ha scritto un libro tradotto in italiano col titolo <em><strong>Lo squalo da 12 milioni di dollari &#8211; La bizzarra e sorprendente economia dell&#8217;arte contemporanea</strong>.</em> Thomson racconta per filo e per segno la genesi di <em>TPIODITMOSL</em> e rivela una serie di particolari abbastanza interessanti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/hirstshark.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3001" title="hirstshark" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/hirstshark.jpg" alt="" width="540" height="252" /></a></p>
<p>L&#8217;opera fu realizzata per la prima volta nel 1991 con i soldi di <strong>Charles Saatchi</strong>. &#8220;L&#8217;artista &#8211; racconta Thompson &#8211; aveva fatto alcune telefonate &#8220;Cercasi squalo&#8221; ad alcuni uffici postali australiani in località costiere, i quali avevano appeso dei cartelli con il suo numero di Londra&#8221;. A rispondere all&#8217;annuncio fu <strong>Vic Hislop</strong>, un pescatore di Hervey Bay, una località sull&#8217;Oceano Pacifico. Lo squalo fu pagato 6000 dollari: 4000 per la cattura e 2000 per imballarlo nel ghiaccio e spedirlo a Londra via nave.</p>
<div id="attachment_2974" class="wp-caption aligncenter" style="width: 478px"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/461435-120414-twam-vic-hislop.jpg"><img class="size-full wp-image-2974" title="vic hislop, shark for damien hirst" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/461435-120414-twam-vic-hislop.jpg" alt="vic hislop, shark for damien hirst" width="468" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Vic Hislop alle prese con uno squalo nel 1992.</p></div>
<p style="text-align: left;"><em>TPIODITMOSL</em> fu esposta per la prima volta nel 1992 nella galleria privata di Saatchi. Quando però nel 2005, tramite i buoni uffici di <strong>Larry Gagosian</strong>, Saatchi vendette l&#8217;opera al finanziere americano <strong>Steve Cohen</strong> (si dice per 12 milioni di dollari), lo squalo si era completamente deteriorato. Hirst accettò si sostituire l&#8217;animale e chiamò di nuovo Vic Hirslop. Gli chiese altri tre squali tigre e un grande squalo bianco della stessa stazza e ferocia dell&#8217;originale. Hirslop, racconta Thompson, inviò a Hirst cinque squali, uno dei quali in regalo. (<a href="http://www.nytimes.com/2006/10/01/arts/design/01voge.html?_r=1">Qui l&#8217;articolo del Nyt che racconta la sostituzione di squalo</a>)</p>
<p style="text-align: left;">Che fine hanno fatto gli altri quattro squali? In realtà io ne ho censiti almeno cinque. Eccoli:</p>
<h1 style="text-align: left;">The Immortal (1997-2005)</h1>
<p style="text-align: center;"><a title="Damien Hirst, The Immortal (1997-2005)  " href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/damienhirst2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2983" title="Damien Hirst, The Immortal (1997-2005)  " src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/damienhirst2.jpg" alt="Damien Hirst, The Immortal (1997-2005)  " width="550" height="412" /></a></p>
<h1></h1>
<h1>The Wrath of God (2006)</h1>
<p style="text-align: center;"><a title="Damien Hirst, The Wrath of God (2006)" href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/wrath_of_god.jpg"><img class="aligncenter" title="Damien Hirst, The Wrath of God (2006)" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/wrath_of_god.jpg" alt="Damien Hirst, The Wrath of God (2006)" width="275" height="218" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;"></h2>
<h1 style="text-align: left;">Death Explained (2007)</h1>
<p style="text-align: center;"><a title="Damien Hirst, Death Explained (2007)" href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/damienhirstshark1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2985" title="Damien Hirst, Death Explained (2007)" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/damienhirstshark1.jpg" alt="Damien Hirst, Death Explained (2007)" width="550" height="365" /></a></p>
<h2></h2>
<h1>Death Denied (2008)</h1>
<p style="text-align: center;"><a title="Damien Hirst, Death Denied (2008)" href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/denied1.jpg"><img class="aligncenter" title="Damien Hirst, Death Denied (2008)" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/denied1.jpg" alt="Damien Hirst, Death Denied (2008)" width="550" height="382" /></a></p>
<h2 style="text-align: left;"></h2>
<h1 style="text-align: left;">The Kingdom (2008)</h1>
<p style="text-align: center;"><a title="Damien Hirst, The Kingdom (2008)" href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Hirst-The_Kingdom_b.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2986" title="Damien Hirst, The Kingdom (2008)" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Hirst-The_Kingdom_b.jpg" alt="Damien Hirst, The Kingdom (2008)" width="550" height="436" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Che io sappia poi, esiste almeno un&#8217;opera realizzata anziché con uno squalo, con un pesce-martello:</p>
<h2 style="text-align: left;"></h2>
<h1 style="text-align: left;">Fear of Flying (2008-2009)</h1>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a title="Damien Hirst, Fear of Flying (2008-2009)" href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Monaco-Damien-Hirst-Fear-of-Flying41.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2989" title="Damien Hirst, Fear of Flying (2008-2009)" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Monaco-Damien-Hirst-Fear-of-Flying41.jpg" alt="Damien Hirst, Fear of Flying (2008-2009)" width="320" height="214" /></a></td>
<td><a title="Damien Hirst, Fear of Flying (2008-2009)" href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/cornucopia-detail.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2990" title="Damien Hirst, Fear of Flying (2008-2009)" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/cornucopia-detail.jpg" alt="Damien Hirst, Fear of Flying (2008-2009)" width="231" height="231" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/tutti-gli-squali-del-signor-damien-hirst.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;IMPORTANZA DI CHIAMARSI DAVID HOCKNEY</title>
		<link>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/limportanza-di-chiamarsi-david-hockney.html</link>
		<comments>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/limportanza-di-chiamarsi-david-hockney.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 08:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[a zonzo]]></category>
		<category><![CDATA[Damien Hirst]]></category>
		<category><![CDATA[David Hockney]]></category>
		<category><![CDATA[Lucian Freud]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Academy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://noname.associazionetestori.it/?p=2947</guid>
		<description><![CDATA[Sono stato a vedere &#8220;A Bigger Picture&#8221;, la mostra di David Hockney alla Royal Academy di Londra. Era l&#8217;ultimo giorno di apertura e ho dovuto fare un&#8217;ora di coda per entrare. Ma ne è valsa la pena. Mi hanno colpito alcune cose. Sintenticamente: 1) L&#8217;energia creativa che può avere un&#8217;artista a 75 anni. La forza ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/hockney_2107221b.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2948" title="David Hockney" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/hockney_2107221b.jpg" alt="" width="550" height="355" /></a></p>
<p>Sono stato a vedere <strong>&#8220;A Bigger Picture&#8221;</strong>, la mostra di <strong>David Hockney</strong> alla Royal Academy di Londra. Era l&#8217;ultimo giorno di apertura e ho dovuto fare un&#8217;ora di coda per entrare. Ma ne è valsa la pena. Mi hanno colpito alcune cose. Sintenticamente:</p>
<p>1) <strong>L&#8217;energia creativa che può avere un&#8217;artista a 75 anni.</strong> La forza di reggere le immense pareti della Royal Accademy con tele giganti o infinite serie di disegni uno diverso dall&#8217;altro. La controllata bulimia pittorica che si può permettere di ripetere uno stesso soggetto all&#8217;infinito senza per questo stancare chi guarda. È un&#8217;energia che due grandi (più grandi di lui) come Lucian Freud e Gerhard Richter mi sembrano non abbiano.<br />
2) <strong>La questione dei disegni con l&#8217;iPad.</strong> Visto il risultato lo strumento mi pare assolutamente marginale. È vero: sono più belli visti su schermo piuttosto che stampati. Ma in fondo lo schermo è come una lightbox, un po&#8217; un effetto speciale.</p>
<p>3) <strong>La polemica con Damien Hirst.</strong> È stato certamente un trucco promozionale (che ha funzionato). Ha funzionato soprattutto perché la mostra è bellissima. Al di là dell&#8217;argomento futile (Hockney fa le opere con le sue mani, Hirst no), avendo visto entrambe le mostre posso dire che questo match lo ha vinto Hockney. Bisogna dare a Hirst quel che è di Hirst: ha fatto delle opere che difficilmente si dimenticheranno. Tuttavia a questo punto della sua carriera mostra un momento di stanca (questo non vuol dire che la mostra della Tate non sia una grande mostra).</p>
<p>4) <strong>Mi colpisce come un&#8217;istituzione potenzialmente parruccona come la Royal Academy dimostri più coraggio della giovanilistica Tate Modern.</strong> Hockney dice che è stato contattato per questa mostra nel 2007 e che gli è stato chiesto chiesto esplicitamente di non fare una retrospettiva: volevano opere nuove. Se si va alla Tate Modern, invece, sembra che quella della retrospettiva sia una costante. Negli ultimi anni ho visto: <strong>John Baldessarri</strong>, <strong>Gerhard Richter</strong>, <strong>Yayoi Kusama</strong> e <strong>Damien Hirst</strong>. Tutti autori viventi a cui è stata chiesta una retrospettiva. Alle opere nuove era dedicata, sì e no, l&#8217;ultima stanza. È una scelta più che ragionevole per un&#8217;istituzione come la Tate, ma certamente meno coraggiosa. È vero anche che non tutti gli artisti hanno l&#8217;energia di Hockney.</p>
<p>5) L&#8217;ultima cosa che direi è questa: mi è capitato poche volte di uscire da una mostra d&#8217;arte contemporanea (e di pittura!) con il buon umore con cui sono uscito dalla Royal Accademy. Sarò forse sentimentale. <strong>Ma è stato come farsi una gita in campagna</strong>. Lontano dal &#8220;logorio della vita moderna&#8221;, direbbe la pubblicità del Cynar, guardando l&#8217;opera di Hockney si è costretti a una dimensione di contemplazione a cui non siamo abituati. Non so se sia un&#8217;arte da pensionati (ma comunque di altissimo livello). No, non penso sia questo. Certo fa impressione che ci sia una mostra così serena in questo cupo 2012.</p>
<p>Ecco alcuni disegni realizzati con l&#8217;iPad tratti dalla serie <strong>&#8220;The Arrival of Spring in Woldgate, East Yorkshire in 2011 (twenty-eleven)&#8221;</strong>:</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2950" title="Untitled-1" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-1.jpg" alt="" width="238" height="326" /></a></td>
<td><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2951" title="Untitled-2" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-2.jpg" alt="" width="238" height="318" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2952" title="Untitled-3" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-3.jpg" alt="" width="238" height="320" /></a></td>
<td><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2954" title="Untitled-4" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-4.jpg" alt="" width="238" height="323" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2955" title="Untitled-5" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-5.jpg" alt="" width="238" height="323" /></a></td>
<td><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2956" title="Untitled-6" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-6.jpg" alt="" width="238" height="315" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2957" title="Untitled-7" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-7.jpg" alt="" width="238" height="319" /></a></td>
<td><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-8.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2958" title="Untitled-8" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Untitled-8.jpg" alt="" width="238" height="319" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/limportanza-di-chiamarsi-david-hockney.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MILANO</title>
		<link>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/milano-11.html</link>
		<comments>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/milano-11.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 22:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[foto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://noname.associazionetestori.it/?p=2944</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/flauez/6925921008/" title="MILANO by flauez, on Flickr"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7207/6925921008_fffe6bf339.jpg" width="550" height="550" alt="MILANO"></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/milano-11.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>BUONA PASQUA (ASPETTANDO BRAMANTINO A MILANO)</title>
		<link>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/buona-pasqua-aspettando-bramantino-a-milano.html</link>
		<comments>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/buona-pasqua-aspettando-bramantino-a-milano.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 21:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[corrispondenze dal desk]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://noname.associazionetestori.it/?p=2938</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Gesù risorge dal sepolcro. La vita è più forte della morte. Il bene è più forte del male. L’amore è più forte dell’odio. La verità è più forte della menzogna. Il buio dei giorni passati è dissipato nel momento in cui Gesù risorge dal sepolcro e diventa, Egli stesso, pura luce di Dio. Questo, però, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2939" class="wp-caption aligncenter" style="width: 527px"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Bram1.jpg"><img class="size-full wp-image-2939" title="Bramantino, Cristo risorto, 1490 circa, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/Bram1.jpg" alt="Bramantino, Cristo risorto, 1490 circa, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid" width="517" height="785" /></a><p class="wp-caption-text">Bramantino, Cristo risorto, 1490 circa, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid</p></div>
<blockquote><p>&#8220;Gesù risorge dal sepolcro. La vita è più forte della morte. Il bene è più forte del male. L’amore è più forte dell’odio. La verità è più forte della menzogna. Il buio dei giorni passati è dissipato nel momento in cui Gesù risorge dal sepolcro e diventa, Egli stesso, pura luce di Dio. Questo, però, non si riferisce soltanto a Lui e non si riferisce solo al buio di quei giorni. Con la risurrezione di Gesù, la luce stessa è creata nuovamente. Egli ci attira tutti dietro di sé nella nuova vita della risurrezione e vince ogni forma di buio. Egli è il nuovo giorno di Dio, che vale per tutti noi&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><strong>Benedetto XVI, omelia della Veglia pasquale, 7 aprile 2012</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://ilgiornaledellarte.com/articoli/2012/4/112938.html" target="_blank">Qui l&#8217;intervista a <strong>Giovanni Agosti</strong> con qualche anticipazione sulla mostra su Bramantino a Milano che aprirà a maggio al Castello Sforzesco</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/buona-pasqua-aspettando-bramantino-a-milano.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I SEGNI VIOLENTI DELLA VIA CRUCIS DI MATISSE</title>
		<link>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/i-segni-violenti-della-via-crucis-di-matisse.html</link>
		<comments>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/i-segni-violenti-della-via-crucis-di-matisse.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 08:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Chapelle du Rosaire]]></category>
		<category><![CDATA[Henri Matisse]]></category>
		<category><![CDATA[Marie-Alain Couturier]]></category>
		<category><![CDATA[Vence]]></category>
		<category><![CDATA[Via Crucis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://noname.associazionetestori.it/?p=2924</guid>
		<description><![CDATA[Padre Marie-Alain Couturier, domenicano amico e confidente di Henri Matisse, commentava così nel 1951, la Via Crucis realizzata per la parete di fondo della Cappella del Rosario di Vence: &#8220;Vorrei provare a dire, nel modo più semplice, che cosa penso di quest&#8217;opera: la ritengo la più importante e la più bella nella cappella. (&#8230;) Vedo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a title="Henri Matisse, Chapelle du Rosaire de Vence, 1951" href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/matisseVC.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2930" title="Henri Matisse, Chapelle du Rosaire de Vence, 1951" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/matisseVC.jpg" alt="Henri Matisse, Chapelle du Rosaire de Vence, 1951" width="540" height="347" /></a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Padre Marie-Alain Couturier</strong>, domenicano amico e confidente di <strong>Henri Matisse</strong>, commentava così nel 1951, la Via Crucis realizzata per la parete di fondo della <strong>Cappella del Rosario</strong> di Vence:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Vorrei provare a dire, nel modo più semplice, che cosa penso di quest&#8217;opera: la ritengo la più importante e la più bella nella cappella. (&#8230;)</em><br />
<em> Vedo qui una specie di grande pagina, coperta di tratti che assomigliano <strong>a una calligrafia alterata</strong>, a malapena leggibile, con lettere scritte di fretta, sotto l&#8217;effetto di un&#8217;emozione troppo grande; vi si scorgono già, senza però poterli ancora decifrare, i segnali più chiari e più sconvolgenti di ciò che stanno per dire. Quale altra calligrafia più di questa è adatta per parlarmi della Passione? <strong>Mi bastano questi segni violenti: mi dicono l&#8217;essenziale. Posso aver bisogno d&#8217;altro?</strong></em><br />
<em> Quando li leggo, colgo che non c&#8217;è stato né tempo né volontà di definire i dettagli o scegliere le parole: la terribile notizia è lì intatta, senza rimaneggiamenti né abbellimenti. Che cosa posso spettarmi d&#8217;altro da qualcuno che ha vissuto in sé il dramma e ne ha provato nel cuore la durezza e lo sconvolgimento?</em><br />
<em> Noto che nello stile qui non ha più nulla in comune con ciò che conoscevamo come tale di Matisse. <strong>In nessun&#8217;altra opera ritrovo una violenza simile, una analoga, totale assenza del minimo scrupolo di bellezza:</strong> qui nulla è predisposto per il piacere della visione. Brutali, ecco, sono persino le cifre che numerano le stazioni. (&#8230;)</em><br />
<em> Osservo anche la consanguineità di questo stile brusco, affrettato, indifferente a tutto ciò che non vuole dire, con lo stile di Tavant e dei primi affreschi romanici. Matisse mi raccontava un giorno come, ancora giovane e dispiaciuto di non riuscire a dipingere come gli altri, avesse scoperto con eccitazione, davanti ai Goya del Museo di Lille, che &#8220;la pittura poteva essere un linguaggio&#8221;, addirittura che poteva &#8220;non essere altro che questo&#8221;. <strong>Non lasciamoci ingannare: nelle epoche davvero grandi, l&#8217;arte non è che linguaggio.</strong> Non un ornamento. Anche se si esprime in termini molto difficili. Perché non è affatto certo che il dovere degli artisti sia quello di fare in modo che tale linguaggio risulti accessibile a tutti; al contrario <strong>è loro dovere sacrificare tutto alla nettezza, alla verità dei segni</strong>, per quello che hanno da dirci&#8221;.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><strong>(da <em>L&#8217;Art Sacré</em>, luglio-agosto 1951, in <em>Un&#8217;avventura per l&#8217;arte sacra</em>, ed. Jaca Book)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Henri Matisse, Chapelle du Rosaire de Vence, 1951" href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/matisseVC2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2933" title="Henri Matisse, Chapelle du Rosaire de Vence, 1951" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/matisseVC2.jpg" alt="Henri Matisse, Chapelle du Rosaire de Vence, 1951" width="540" height="384" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/i-segni-violenti-della-via-crucis-di-matisse.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TRE CARTOLINE DA RAVENNA (SAN VITALE)</title>
		<link>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/tre-cartoline-da-ravenna.html</link>
		<comments>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/tre-cartoline-da-ravenna.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 22:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[San Vitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://noname.associazionetestori.it/?p=2914</guid>
		<description><![CDATA[&#038;nbsp]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/DSC_8827-copy.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2915" title="San Vitale, Ravenna" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/DSC_8827-copy.jpg" alt="San Vitale, Ravenna" width="550" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/DSC_8821-copy.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2916" title="San Vitale, Ravenna" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/DSC_8821-copy.jpg" alt="San Vitale, Ravenna" width="550" height="370" /></a><br />
<a href="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/DSC_8839-copy.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2917" title="San Vitale, Ravenna" src="http://noname.associazionetestori.it/wp-content/uploads/2012/04/DSC_8839-copy.jpg" alt="San Vitale, Ravenna" width="550" height="370" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://noname.associazionetestori.it/2012/04/tre-cartoline-da-ravenna.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

